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L’AC PROSSIMA È IN COSTRUZIONE

L’Azione Cattolica di Crema batte un colpo… c’è e batte un colpo… un colpo che è arrivato non come una cannonata, non come il botto di una bottiglia di buon spumante debitamente agitata ma piuttosto come il lontano rintocco di una campana che richiama a sé chi, all’ombra di quel campanile, è diventato grande. L’appuntamento era importante, un’assemblea straordinaria, un appuntamento al quale l’associazione è arrivata dopo un anno e mezzo di percorso durante il quale ha cercato di capire, trovare il proprio modo nuovo per essere vicino alle persone e lievito delle nostre comunità e della Chiesa.

In questi mesi l’associazione si è interrogata, si è ispirata a quanto Papa Francesco ci ha indicato, ha cercato di non autocelebrarsi ma di farsi fraternamente criticare e/o apprezzare per ciò che in questi ultimi anni è stata o è diventata; ha lavorato cercando di essere profetica, di abbandonare il “si è sempre fatto così” alla ricerca della sua dimensione empatica  e di prossimità che da sempre l’ha contraddistinta. L’Assemblea Straordinaria celebrata domenica 17 giugno è stata il luogo di sintesi del percorso fatto e di rilancio dei nuovi sentieri da percorrere per riconquistare la giusta fiducia delle nostre comunità.

Quattro sono stati i filoni di ragionamento che nell’arco degli ultimi mesi sono stati approfonditi da quattro tavoli di lavoro (animati da un vivace confronto alimentato da associati e assistenti) e che hanno poi trovato spazio nel documento finale approvato dall’Assemblea : la struttura associativa, la proposta formativa, il rapporto tra AC e pastorale e  il rapporto tra laici e sacerdoti.

 Il leitmotiv che ha accomunato il lavoro dei tavoli è stato lo sforzo di rivisitare decenni di storia associativa alla ricerca di quelle forme e strumenti nuovi che permettano di ascoltare oggi come allora il cuore di tutte le persone in modo più genuino.

L’AC PROSSIMA (titolo dell’assemblea straordinaria) è quindi l’Azione Cattolica che deve ancora venire ma anche l’Azione Cattolica capace di farsi trovare davvero vicina a chi ne ha bisogno.

 

Andrea Venturini , consigliere diocesano


Bozza documento assembleare

Regolamento

Domenica scorsa l’Azione cattolica cremasca ha vissuto un momento significativo e denso, all’inizio dell’anno associativo e del percorso verso l’assemblea straordinaria del giugno 2018.

Si sono ritrovati presso il Seminario a Vergonzana un centinaio di aderenti, in gran parte responsabili parrocchiali ed educatori, con una significativa presenza di giovani, per una giornata di riflessione e confronto. La mattinata è stata dedicata ad una riflessione ad ampio spettro sull’Ac di oggi e di domani. Introdotta dal presidente diocesano Antonio Crotti, Paola Bignardi, che nell’associazione ha ricoperto varie cariche fino a quella di presidente nazionale, ha compiuto un intervento articolato, lucido e stimolante dedicato a quello che lei stessa auspica, ossia “un coraggioso processo di ripensamento”.

L’espressione “chiesa in uscita” andrebbe a suo parere interpretata anche come l’appello ad una “conversione” della chiesa stessa, ad un distacco da prassi superate verso le novità che il contesto di cambiamento richiede. Secondo la Bignardi, l’Ac in una chiesa in uscita è di fronte a quattro sfide: la sfida della fede, con particolare riferimento alle giovani generazioni; la sfida delle periferie, ossia dei poveri; la sfida della sinodalità che lei interpreta come appello a dare spazio alle relazioni e a dare la possibilità ai credenti di “prendere la parola” nei termini della vita quotidiana; ed infine la sfida del rapporto tra le generazioni.

Dopo un breve confronto sulla relazione di Paola Bignardi, al termine della mattinata il vescovo Daniele ha celebrato l’eucarestia e dopo il pranzo ha proposto alcune sue riflessioni all’Ac cremasca a partire dallo slogan “Ac prossima” che contraddistingue in percorso assembleare. Il termine “prossimo” in senso temporale richiama il tempo “vicino” e quindi una certa dimensione di urgenza, e insieme “il tempo favorevole”: siamo chiamati a riconoscere la bontà del tempo che viviamo, senza facili ottimismi ma con un discernimento sapiente. Ma la prossimità è anche quella “spaziale” del farsi prossimo e qui il Vescovo ha richiamato le linee direttrici dell’Ac nazionale per questi anni: la cura della parrocchia, il dialogo con le culture, la cura della vita del laico e la popolarità.

L’intensa giornata si è conclusa con la presentazione dei programmi associativi 2017/18 dei diversi settori. La prossima tappa del percorso di avvicinamento all’assemblea straordinaria sarà lunedì 16 ottobre alle ore 21 presso l’oratorio di SS. Trinità. L’Ac in quella occasione si metterà in ascolto della voce di tre laici, non appartenenti all’associazione, impegnati nella pastorale diocesana. Ad essi verrà chiesto “Quale ruolo per l’AC in una chiesa in uscita?”.

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