Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito

Domenica scorsa l’Azione cattolica cremasca ha vissuto un momento significativo e denso, all’inizio dell’anno associativo e del percorso verso l’assemblea straordinaria del giugno 2018.

Si sono ritrovati presso il Seminario a Vergonzana un centinaio di aderenti, in gran parte responsabili parrocchiali ed educatori, con una significativa presenza di giovani, per una giornata di riflessione e confronto. La mattinata è stata dedicata ad una riflessione ad ampio spettro sull’Ac di oggi e di domani. Introdotta dal presidente diocesano Antonio Crotti, Paola Bignardi, che nell’associazione ha ricoperto varie cariche fino a quella di presidente nazionale, ha compiuto un intervento articolato, lucido e stimolante dedicato a quello che lei stessa auspica, ossia “un coraggioso processo di ripensamento”.

L’espressione “chiesa in uscita” andrebbe a suo parere interpretata anche come l’appello ad una “conversione” della chiesa stessa, ad un distacco da prassi superate verso le novità che il contesto di cambiamento richiede. Secondo la Bignardi, l’Ac in una chiesa in uscita è di fronte a quattro sfide: la sfida della fede, con particolare riferimento alle giovani generazioni; la sfida delle periferie, ossia dei poveri; la sfida della sinodalità che lei interpreta come appello a dare spazio alle relazioni e a dare la possibilità ai credenti di “prendere la parola” nei termini della vita quotidiana; ed infine la sfida del rapporto tra le generazioni.

Dopo un breve confronto sulla relazione di Paola Bignardi, al termine della mattinata il vescovo Daniele ha celebrato l’eucarestia e dopo il pranzo ha proposto alcune sue riflessioni all’Ac cremasca a partire dallo slogan “Ac prossima” che contraddistingue in percorso assembleare. Il termine “prossimo” in senso temporale richiama il tempo “vicino” e quindi una certa dimensione di urgenza, e insieme “il tempo favorevole”: siamo chiamati a riconoscere la bontà del tempo che viviamo, senza facili ottimismi ma con un discernimento sapiente. Ma la prossimità è anche quella “spaziale” del farsi prossimo e qui il Vescovo ha richiamato le linee direttrici dell’Ac nazionale per questi anni: la cura della parrocchia, il dialogo con le culture, la cura della vita del laico e la popolarità.

L’intensa giornata si è conclusa con la presentazione dei programmi associativi 2017/18 dei diversi settori. La prossima tappa del percorso di avvicinamento all’assemblea straordinaria sarà lunedì 16 ottobre alle ore 21 presso l’oratorio di SS. Trinità. L’Ac in quella occasione si metterà in ascolto della voce di tre laici, non appartenenti all’associazione, impegnati nella pastorale diocesana. Ad essi verrà chiesto “Quale ruolo per l’AC in una chiesa in uscita?”.

© 2015 

Associazione culturale "Luciano Chiodo"

Via Civerchi, 7 - 26013 Crema (CR)

P.IVA: 91014730195