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PER CAPIRE

Papa Francesco dedica lʼultimo capitolo al tema dellʼ ecumenismo e del dialogo interreligioso. Già allʼinizio della lettera (n.5) Francesco afferma che, come la redazione dellʼenciclica Laudato Sì è stata ispirata dallʼinsegnamento del patriarca ortodosso Bartolomeo, nel caso della Fratelli Tutti il papa si è sentito stimolato dallʼincontro con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb e dal documento che ne è scaturito[1].
Lʼaffermazione è perentoria: tutte le religioni siano a servizio della fraternità umana. E il fondamento ultimo di questa convinzione è che siamo tutti fratelli e sorelle perché figli dellʼUnico Dio (n. 272). Da qui, per i credenti, nasce la trascendente dignità della persona umana (n.273). Un annuncio, quello religioso, che non può essere relegato nel privato, ma che può e deve essere manifestato pubblicamente, perché rendere presente Dio è un bene per le nostre società. Al contrario, «quando, in nome di un’ideologia, si vuole estromettere Dio dalla società, si finisce per adorare degli idoli, e ben presto l’uomo smarrisce sé stesso, la sua dignità è calpestata, i suoi diritti violati» (n.274).

 Continua Francesco al n. 276: benché la Chiesa rispetti l’autonomia della politica, non relega la propria missione all’ambito del privato. Al contrario, «non può e non deve neanche restare ai margini» nella costruzione di un mondo migliore, né trascurare di «risvegliare le forze spirituali»[266] che possano fecondare tutta la vita sociale. È vero che i ministri religiosi non devono fare politica partitica, propria dei laici, nemmeno però possono rinunciare alla dimensione politica dell’esistenza[267] che implica una costante attenzione al bene comune e la preoccupazione per lo sviluppo umano integrale. La Chiesa «ha un ruolo pubblico che non si esaurisce nelle sue attività di assistenza o di educazione» ma che si adopera per la «promozione dell’uomo e della fraternità universale».[268].

 Parole importanti, soprattutto quelle sui ministri della chiesa, che, tuttavia, a nostro parere, devono essere integrate e interpretate da quelle che troviamo al n.86:  (Nella Chiesa) ci sono ancora coloro che ritengono di sentirsi incoraggiati o almeno autorizzati dalla loro fede a sostenere varie forme di nazionalismo chiuso e violento, atteggiamenti xenofobi, disprezzo e persino maltrattamenti verso coloro che sono diversi. (...) Perciò è importante che la catechesi e la predicazione includano in modo più diretto e chiaro il senso sociale dell’esistenza, la dimensione fraterna della spiritualità, la convinzione sull’inalienabile dignità di ogni persona e le motivazioni per amare e accogliere tutti.

 Ancora: Desidero una Chiesa dalle porte aperte; una Chiesa che serve, che esce (...) per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità (...), per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione (n.276).

Nella seconda parte del capitolo viene affrontato il tema dellʼ identità cristiana: è vero che tutte le religioni sono degne di rispetto e di apprezzamento, tuttavia il Papa sottolinea come la sorgente della dignità umana e della fraternità, per noi cristiani, venga da Gesù Cristo e dal suo Vangelo (n.277). In ragione di questo Francesco chiede per tutti i credenti il diritto umano fondamentale della libertà religiosa (n.279) e ai cristiani sollecita la testimonianza di un cammino di incontro tra le diverse confessioni cristiane (chiese sorelle), che aspiri alla piena comunione (n.280).

 Nella terza e ultima parte il Papa apre una finestra molto importante sul tema religioso: religione e violenza. Egli sostiene che tra le religioni è possibile un cammino di pace. Ma per fare questo occorre che ciascuna religione rifiuti ogni forma di violenza, la quale non trova base alcuna nelle convinzioni religiose fondamentali, bensì nelle loro deformazioni (n.282).

 La fede e il culto a Dio, sincero ed umile, «porta non alla discriminazione, all’odio e alla violenza, ma al rispetto per la sacralità della vita, al rispetto per la dignità e la libertà degli altri e all’amorevole impegno per il benessere di tutti».[280]. A motivo di ciò viene condannato il terrorismo, definito esecrabile, che minaccia la sicurezza delle persone, sia in Oriente che in Occidente, sia a Nord che a Sud, spargendo panico, terrore e Pessimismo. (Esso) non è dovuto alla religione – anche se i terroristi la strumentalizzano – ma è dovuto alle accumulate interpretazioni errate dei testi religiosi, alle politiche di fame, di povertà, di ingiustizia, di oppressione, di arroganza; per questo è necessario interrompere il sostegno ai movimenti terroristici attraverso il rifornimento di denaro, di armi, di piani o giustificazioni e anche la copertura mediatica, e considerare tutto ciò come crimini internazionali che minacciano la sicurezza e la pace mondiale. Occorre condannare un tale terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni». (n.283). I leader religiosi siano “dialoganti” e autentici mediatori e artigiani di pace (n.284).

 In conclusione viene ripreso lʼappello alla pace, alla giustizia e alla fraternità universale che papa Francesco ha lanciato insieme al Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, dove le due guide spirituali dichiarano di adottare la cultura del dialogo come via, la collaborazione come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio (n.285).
Il Papa infine ricorda i grandi santi e i grandi uomini che lo hanno ispirato (cattolici e non cattolici): Martin Luther King, Desmond Tutu, il Mahatma Gandhi, e soprattutto Beato Charles de Foucauld, il quale ha compiuto un cammino di trasformazione fino a sentirsi fratello di tutti. E come ha fatto? Eccone il segreto: solo identificandosi con gli ultimi arrivò ad essere fratello di tutti (nn.286-287).

 

PER RIFLETTERE

  • Cosa penso del dialogo fra le religioni?
  • Cosa penso della dimensione pubblica della religione che il papa ribadisce con forza? Come la intendo?
  • Come vedo e cosa penso della libertà religiosa?
  • Se e quale rapporto ci deve essere tra religione, politica e bene comune?
  • Come distinguere un vero credo religioso da una sua deformazione?
  • Quali sono le possibili soluzioni per fermare la violenza in nome dellʼestremismo religioso?

 PER APPROFONDIRE 

DOCUMENTI MAGISTERIALI:

  • Concilio Ecumenico Vaticano II, Documenti Unitatis redintegratio, Dignitatis Humanae, Nostra Aetate.
  • Giovanni Paolo II, Ut unum sint. Lettera enciclica sullʼimpegno ecumenico, 1995.
  • Papa Francesco – Imam Ahmad Al-Tayyeb, Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, LEV 2019, pp.22.

ECUMENISMO

  • Atenagora con Olivier Clément, Umanesimo spirituale. Dialoghi tra oriente e occidente, San Paolo, Milano 2013, pp.668.
  • Brunetto Salvarani, Il dialogo è finito? Ripensare la Chiesa nel tempo del pluralismo e del cristianesimo globale, EDB, Bologna 2011, pp.196.

DIALOGO INTERRELIGIOSO

  • Carlo Maria Martini, Figlio di Abramo. Noi e lʼIslam, Editrice La Scuola, Milano 2015, pp.64.
  • Franco Cardini, Noi e lʼIslam. Un incontro possibile?, Editori Laterza 2001, pp.128.
  • Angelucci(a cura di), M. Bombardieri (a cura di), A. Cucinello (a cura di), D. Tacchini (a cura di), Chiesa e Islam in Italia. Incontro e dialogo, EDB Bologna 2019, pp.186.
  • Raimond Pannikar, Dialogo culturale e interreligioso, Jaca Book, Milano 2013.
  • Jose Kuruvachira, Dialogo interreligioso. Il punto di vista cattolico, LAS Roma 2015, pp.160.
  • Paolo Trianni, Il diritto alla libertà religiosa. Alle fonti di Dignitatis humanae, Lateran University Press, Roma 2014, pp.248.

 

PER PREGARE

Preghiera cristiana ecumenica

 

Dio nostro, Trinità d’amore,

dalla potente comunione della tua intimità divina

effondi in mezzo a noi il fiume dell’amore fraterno.

Donaci l’amore che traspariva nei gesti di Gesù,

nella sua famiglia di Nazaret e nella prima comunità cristiana.

 

Concedi a noi cristiani di vivere il Vangelo

e di riconoscere Cristo in ogni essere umano,

per vederlo crocifisso nelle angosce degli abbandonati

e dei dimenticati di questo mondo

e risorto in ogni fratello che si rialza in piedi.

 

Vieni, Spirito Santo! Mostraci la tua bellezza

riflessa in tutti i popoli della terra,

per scoprire che tutti sono importanti,

che tutti sono necessari, che sono volti differenti

della stessa umanità amata da Dio. Amen.

[1] Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, Abu Dhabi (4 febbraio 2019), L’Osservatore Romano, 4-5 febbraio 2019.

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