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Siamo convinti che gli orientamenti e i valori che hanno ispirato alcune politiche attuate negli ultimi mesi, i toni categorici e il linguaggio aggressivo proposto impongano una netta presa di posizione da parte di noi laici dell'Azione Cattolica di Crema. Non ci sentiamo ne attratti ne interpretati da coloro che brandiscono i simboli della fede come fossero delle armi, come accaduto sabato 18 maggio nel convegno dei sovranisti a Milano, in completa antitesi con quello che è il messaggio evangelico dell'Amore.

La complessità politica, economica e sociale del momento storico che stiamo vivendo, con le naturali incertezze e paure che esso genera, non deve indurci in nessun modo a rifugiarci nelle soluzioni semplicistiche e superficiali che ci vengono proposte. Pensiamo piuttosto che ci chiami a dare ragione della speranza che è in noi, ad essere cristiani autentici, laici con la schiena dritta che promuovono una riflessione profonda ed articolata, alla continua ricerca di soluzioni ispirate ad un autentico Umanesimo cristiano, e si facciano carico di questa complessità,  affinché essa non schiacci i più poveri, i più fragili, i più indifesi, coloro che dovrebbero essere i primi destinatari dell'amore a cui il Vangelo ci chiama.

Crediamo fermamente che solo l'inclusività e l'integrazione, la pari dignità delle persone, la libertà di espressione, la difesa della verità contro i tentativi di confonderla, l'onestà, la disponibilità al dialogo e al confronto, lo sviluppo sostenibile e rispettoso dell'ambiente e delle future generazioni, siano le basi su cui costruire l'Italia, l'Europa e il mondo del futuro.

L'esclusione e il respingimento, l'ostacolo all'integrazione, la messa a tacere, la minaccia della libertà di espressione e di confronto, lo sdoganamento di una certa mentalità razzista, il "prima gli italiani", oltre che valori estranei e profondamente contrari al messaggio evangelico, possono solo generare insicurezza, disordine, ingiustizia.

Alla vigilia delle elezioni europee, pur consapevoli che l'esperienza comunitaria è un percorso per molti versi da ridefinire e migliorare, siamo convinti che la strada da intraprendere non sia da cercare nei sovranismi e nazionalismi, i cui tristi esiti sono documentati dalla storia. Pensiamo piuttosto che il percorso comunitario debba ispirarsi ai valori della coesione e della collaborazione reciproca, perché solo questo modello potrà diffondere pace, giustizia, democrazia, arricchimento culturale, solidarietà e contrastare invece violenze, ingiustizie, predomini e disuguaglianze."

Presidenza Diocesana dell'AC cremasca

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